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Un amore inquieto

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Un tappeto nero copriva il suolo nella tenda della Regina; e nel nero un ricamo d’oro disegnava il sole e la beccaccia, il sole e la beccaccia. Sul tappeto, abbandonata sui cuscini di seta, sedeva la Regina, la Regina di Saba, sdegnosa e preoccupata. Un filo di perle pendeva fiaccamente dalla mano pallida appoggiata al ginocchio, giù lungo l’orlo della tunica; e sul tappeto nero-dorato le perle preziose e le dita pallide dei piedi nudi rivaleggiavano in nobiltà e delicatezza.

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Il sacramento dell’amicizia

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Non vedevo l’ora che fosse mattino per andare a scuola e vederti. Dio, non ero più solo! Finalmente avevo un amico! Tu eri già là – forse nemmeno tu avevi dormito – e un’occhiata mi fece capire che anche tu eri felice. Da allora fummo come due fratelli. Tornammo a casa insieme ogni giorno e ogni mattina io t’aspettavo.

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Presenza assenza

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Edoardo Tresoldi, Etherea, installazione temporanea, rete metallica sagomata, 11 x 16,5 x 22 metri
13-22 aprile 2018, Coachela Valley Music and Arts Festival, Stati Uniti
utilizzata per il libro di Joris Geldhof, Oltre il sacro e il profano

Le tre sculture-architetture non sono in muratura, ma sono trasparenti poiché realizzate in rete metallica. Questa scelta dei materiali è una chiave stilistica tipica del lavoro di Tresoldi. In realtà la scultura è allo stesso tempo materialmente presente e per certi versi visivamente assente. È una architettura eterea, ecco il nome dell'opera. Il corpo di coloro che entrano nelle tre sculture non le può oltrepassare fisicamente, ma può farlo con lo sguardo. 

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Come lasciarsi trasformare dalla lettura?

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Bisogna entrare nei mondi estranei amandoli, senza lasciarsi mettere sotto tutela dall’idolatria per qualcuno o qualcosa ma sbriciolando l’Ego, allargando i confini della mente che sono i confini della sensibilità. Bisogna far convivere idee, farle incontrare per affrontarsi, riconoscersi, separarsi e unirsi in forme diverse, secondo le parole di Alberto Savinio nella Nuova enciclopedia: “E poiché d’altra parte non c’è speranza che idee così lontane possano riunirsi e fondersi, conviene rassegnarsi a una crisi perpetua e sempre più grave della civiltà. Rinunciamo dunque a un ritorno all’omogeneità delle idee, ossia a un tipo passato di civiltà e adoperiamoci a far convivere nella maniera meno cruenta le idee più disparate, ivi comprese le idee più disperate”: only connect, senza sosta.

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