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Entriamo nella Quaresima, lasciandoci accompagnare dalle parole della tradizione liturgico-spirituale della Chiesa copta.

Per i copti non esiste un rito di ingresso alla Quaresima. Dunque, non si impongono le ceneri. La Quaresima inizia il lunedì che segue alla domenica del rifā‘, ovvero del “carnevale” (quest’anno 2021: 7 marzo). Esiste invece un rito di “uscita” che si celebra l’ultimo venerdì di Quaresima, giorno in cui i fedeli vengono unti con olio santo (rito del qandīl) in preparazione ai riti della Settimana santa.

Cristo è risorto! È veramente risorto!

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Pasqua di Resurrezione

Cristo è risorto! È veramente risorto! Per cinquanta giorni, queste sono le parole con le quali i cristiani ortodossi di tutte le parti del mondo si salutano quotidianamente. Dichiarazione dossologica che ci fa rivivere nel grande evento della resurrezione di Cristo dai morti – centro della fede cristiana, senza il quale vana è la nostra fede (cf. 1Cor 15,14) –, essa ci interroga ogni volta e ci mette a nudo di fronte alla nostra fede. Che cosa significa per noi salutare quotidianamente con le parole “Cristo è risorto”?

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Oggi, Gerusalemme somiglia a un cielo

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Domenica delle Palme

Il termine “Osanna” è entrato nell’eucologia della Chiesa molto presto, non nell’accezione impetratoria (ovvero “Salvaci!”), quanto piuttosto in quella dossologica. Nella Didaché, che ci offre i testi liturgici praticati dalla Chiesa primitiva, si dice che dopo aver ricevuto l’eucaristia è necessario pregare così: Venga la grazia e passi questo mondo. Osanna al Dio di Davide! Chi è santo si avvicini, chi non lo è si converta. Maran athà. Amen (Didaché 10,6).

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Il movimento della vita eterna

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Il nostro Salvatore digiunò quaranta giorni e quaranta notti, per insegnarci la via per la quale ci salveremo. Preghiamo e digiuniamo in verità e purezza, con il pensiero e con l’amore, dicendo a gran voce: Padre nostro che sei nei cieli, tu che conosci i miei pensieri, ricordati di me nel Regno dei cieli secondo la tua misericordia.

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Dio ha amato coloro che sono fatti di terra e cenere

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IV domenica di Quaresima

Piega, Signore, il tuo orecchio. Ascoltami e abbi compassione di me: trasformerai per me la tristezza in gioia. Sì, davvero ho peccato contro il cielo e la terra. Non sono degno di essere annoverato tra le pecore del tuo gregge. La mia anima è in pena: consolala, Signore. Senza la tua compassione, o Dio, non mi resta alcuna speranza. Per il tuo nome, o Dio della mia salvezza, abbi misericordia della mia povertà, e così troverò compassione.

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Di chi siamo tempio?

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III domenica di Quaresima

Nel contesto liturgico della Quaresima, bisogna leggere e vivere il brano della purificazione del Tempio nel suo senso profondamente spirituale. “Il tempio del Dio vivente siamo noi”, dice San Paolo (2Cor 6,16). Con la salvezza operata da Cristo e l’invio nei credenti in lui del Paraclito, lo Spirito Santo abita in templi di carne: “Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi” (1Cor 6,19). 

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Ascoltatelo!

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II domenica di Quaresima

La nostra personale metamorfosi/metanoia non inizia con uno svuotamento, per quanto nobile possa essere, ma nel momento in cui ci è dato di contemplare la gloria di Dio, in un incontro decisivo con il Signore che sconvolge radicalmente la nostra vita e nel quale egli si rivela come amore. Solo allora, facendo continuamente memoria di quell’incontro, la nostra metanoia sarà genuina e la nostra ascesi risposta dinamica all’amore di Dio, e non autoesaltazione farisaica.

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