Tempo della gioia

Photo by Jason Leung on Unsplash
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2 ottobre 2021

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 10,17-24 (Lezionario di Bose)

In quel tempo 17i settantadue discepoli tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». 18Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. 19Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. 20Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».  21In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 22Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».23E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. 24Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono»


Il regno di Dio si è avvicinato, è sempre più vicino! Ecco la buona notizia del brano di oggi.

I discepoli ritornano dalla missione e raccontano con stupita euforia la vittoria sui demoni: i discepoli nel mondo vivono un confronto con le forze del male e lottano nel nome di Gesù. Gesù risponde loro in modo inatteso, quasi straniante: per lui la sconfitta di Satana è già realtà e tende verso il compimento. Impariamo dallo sguardo di fede di Gesù: il male non ha più l’ultima parola sulla creazione, vi è solo una recrudescenza di chi è già stato precipitato e non incombe più sulle nostre vite. Gesù è il mediatore della potenza di Dio: “Vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni …”. Il potere che dona è quello di non ricevere danno dal male: che potere è? È quello dell’amore, lo stesso che Gesù vive sulla croce.

Eppure la fonte della gioia è altrove: è nel sapere di essere amati da Dio, protetti e sostenuti da lui. Questo è l’essenziale: è il motivo che fa gioire i “piccoli”, lo stesso che ha fatto esultare Maria nel Magnificat. 

Il tempo della salvezza – quello che oggi stiamo vivendo noi – è caratterizzato da questa gioia profonda, non effimera, che sostiene tutta la vita dei credenti nella lotta contro il Divisore e l’Accusatore. Questa gioia alimenta anche la lode di chi, con gli occhi della fede, riesce a scorgere il disegno divino di salvezza nascosto ai grandi, a quelli che pensano di conoscere già tutto di Dio, ma rivelato a chi si riconosce piccolo ancora in cammino. E Gesù è il primo di questi piccoli, al quale il Padre si compiace di rivelare i misteri del suo Regno. Vi è qui una circolazione di gioia, che dal Padre si riversa nel Figlio amato (cf. il battesimo di Gesù in Lc 3,22) e da lui giunge ai figli, ai piccoli, a noi: riusciamo a riconoscerla nella nostra vita?

I vv. 21-24 hanno un sapore apocalittico, cioè sono rivelazione del paradosso cristiano, del capovolgimento dei valori operato dal vangelo. Ma sono anche ulteriore rivelazione della gioia profonda che ci abita, che alimenta la nostra speranza contro ogni apparente evidenza (cf. Rm 4,18): 

“Ricordati della parola data al tuo servo
ne ho fatto la mia speranza!
Ecco la mia consolazione nella prova:
la tua promessa mi dà vita” (Sal 119,49-50).

È la promessa che siamo sempre nelle mani del Padre e che la dinamica di amore che avvolge il Padre e il Figlio abbraccia anche noi. 

Qui viene rivelato un Dio che ci spiazza, perché si fa presente ai piccoli, ai marginali, a chi è senza potere, a chi non è tra i vincitori di questo mondo. Ma a noi fa piacere essere piccoli? Ci dà gioia saperci marginali?

Cosa sono “queste cose” (v. 21) che vengono rivelate? È la vicinanza del Regno, che è salvezza annunciata e attuata da Gesù, tramite i suoi discepoli che cercano di viverla ogni giorno.

I nostri occhi sanno scorgere i segni della salvezza nella nostra vita? Sappiamo vedere e vivere questa gioia che il Padre non smette di donarci?

Un fratello di Bose