Le cose più importanti

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5 dicembre 2022

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 23,13-24 (Lezionario di Bose)

In quel tempo Gesù disse:" 13Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare. [ 14]
15Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
16Guai a voi, guide cieche, che dite: «Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l'oro del tempio, resta obbligato». 17Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l'oro o il tempio che rende sacro l'oro? 18E dite ancora: «Se uno giura per l'altare, non conta nulla; se invece uno giura per l'offerta che vi sta sopra, resta obbligato». 19Ciechi! Che cosa è più grande: l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? 20Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra; 21e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. 22E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso. 23Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull'anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. 24Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!


Gli “scribi e farisei” sono gli scribi della corrente farisaica, quella che è diventata maggioritaria dopo la distruzione del Tempio e ha dato origine all’ebraismo rabbinico, ossia l’ebraismo quale si è configurato nei secoli seguenti attraverso la Mishnà e il Talmud fino ai nostri giorni. Gli scribi e farisei sono qui diffamati come “ipocriti” (hypokritès deriva dal verbo hypokríno, letteralmente “sotto-giudicare” e al medio: “sostenere una parte, recitare, fingere”; gli “ipocriti” erano i suggeritori nel teatro greco) e purtroppo questa etichetta è diventata quasi proverbiale. 

I “guai” o le invettive contro gli scribi farisei di questa pagina evangelica sono infatti tra i principali responsabili di quell’ “insegnamento del disprezzo” nei confronti dell’ebraismo che si è protratto per secoli all’interno delle chiese cristiane. Per svelenire il termine “ipocrita” ho proposto di tradurlo diversamente: con “simulatori”, come chi recita una parte, chi si mette una maschera. E chi non si mette talvolta una maschera di fronte agli altri?

Detto più chiaramente, questa pagina evangelica si rivolge a ciascuno di noi, denuncia la nostra simulazione. Questo non sfuggiva neppure ai padri della chiesa: “Guai a noi, che siamo ricaduti nelle colpe dei farisei!” (Gerolamo). “In pieno, puntualmente, nessuna esclusa: da quelle ridicole, ma non per questo meno pericolose – i paludamenti, i titoli, i posti d’onore – a quelle ancora più gravi: l’intellettualismo e il verbalismo, il proselitismo, la casistica, il ritualismo, la persecuzione dei profeti vivi e la strumentalizzazione dei profeti morti” (sono le parole di un vescovo esegeta, Vittorio Fusco).

Ma occorre precisare che il “guai” (greco ouaì, ebraico hoj) è un genere letterario che ha la sua origine nellamento funebre, nella compassione per una situazione di morte. Nell’uso profetico, non si tratta perciò di una denuncia impassibile, non è una maledizione, ma è un espediente retorico estremo che denuncia il peccato e minaccia un giudizio per invitare, se è ancora possibile, alla conversione. I profeti parlano in nome di Dio, e Dio non è un castigamatti: vuole sempre la salvezza.

Si tratta, soprattutto, di effettuare un discernimento: quali sono le cose davvero importanti, nella nostra vita? Proprio i rabbini ritengono che sia doveroso stabilire una gerarchia dei precetti, all’interno della stessa Scrittura: neppure tutte le parole della Bibbia, neppure tutti i comandamenti hanno la stessa importanza. Ci sono, essi dicono, dei precetti più “gravi” e altri più “leggeri” nella legge, nella Torà. Ed è questo che il Gesù di Matteo ripete qui anche per noi: “Guai a voi, che versate la decima della menta, dell’aneto e del cumino (piante medicinali, su cui la decima non era obbligatoria) e tralasciate le cose più gravi della legge: la giustizia (krísis), la misericordia (éleos) e la fedeltà (pístis)”. Compendio di tutta la Torah in tre sole esigenze, che è una ripresa profetica da Michea 6,8: “O uomo, ti è stato annunziato ciò che è bene, ciò che il Signore richiede da te: nient’altro che praticare la giustizia, amare la misericordia, camminare umilmente con il tuo Dio”.

fratel Alberto


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