La libertà di amare

Foto di Casey Horner su Unsplash
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10 febbraio 2026

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 10,38-42 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, 38mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. 40Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».


Di Marta e Maria (e del loro fratello Lazzaro) non sappiamo molto, se non che sono stati dei discepoli anomali, diversi dagli altri. Non fanno parte dei Dodici, e non sono neanche tra quegli “uomini e alcune donne” che accompagnavano Gesù nel suo andare qua e là per la Palestina (Lc 8,1-3). Probabilmente abitavano a Betania, e nella loro casa Gesù era solito riparare con i suoi discepoli quando si trovava in Giudea. Nient'altro. A quanto pare dopo la resurrezione non hanno avuto nessun ruolo nella chiesa nascente. Una vicenda anomala e quasi anonima

Anche di Scolastica, sorella di Benedetto da Norcia, non sappiamo molto, se non quello che riferisce Gregorio Magno nel secondo libro dei Dialoghi, in cui troviamo la vita del santo monaco (Gregorio Magno, Dialoghi, II,33) . Si tratta di un episodio particolare, nel quale Scolastica, attraverso un miracolo, costringe Benedetto e i suoi compagni a trasgredire la regola monastica che impediva ai monaci di passare la notte fuori dal monastero, tra l’altro in compagnia di una donna!

E di regole che vengono trasgredite ci parla anche la pagina evangelica di oggi. Gesù ha bisogno di essere accolto, ed è una donna a farlo: Marta, probabilmente la più anziana e autorevole della casa. Ma mentre questa si prodiga di preparativi, la sorella Maria si poneai piedi del Signore per ascoltare la sua Parola” (v. 39). Questo atteggiamento anticonformista suscita la reazione della sorella che protesta direttamente con Gesù colpevole da una parte di non prestare attenzione alla sua fatica, ma dall’altra di non notare l’anomalia della situazione: una donna che ha l’ardire di farsi sua discepola, di fare quello che in quel contesto religioso non era permesso.

Gesù però invece di rimproverare Maria rimprovera Marta che “si agita per molte cose” (v.41) e dice di Maria che “si è scelta la parte buona” (v.42), e non come leggiamo di solito la “parte migliore”, cosa che crea un comparativo che ha generato molte questioni nella storia dell’interpretazione. Ma potremmo chiederci: dove sta la bontà della parte di Maria?

Forse proprio nell’anticonformismo, nel non fare come fan tutti. Cioè nel dare importanza alla sostanza piuttosto che alla forma. Anche altre volte Gesù non si scandalizza della libertà di certe donne che lo frequentano. Una donna malata e impura lo tocca tra la folla strappandogli un miracolo (Mc 5,21-35). Una donna pagana ottiene la guarigione della figlia, nonostante la riluttanza di Gesù, e accettando un epiteto non proprio benevolo da parte sua (Mc 7,24-30). Una peccatrice ottiene il perdono lavando e baciando i piedi di Gesù durante un banchetto (Lc 7,36-50). Tutte donne che hanno messo Gesù al centro della loro attenzione tralasciando il resto. Tutte donne, come Scolastica, che ci possono insegnare che l’amore vero è intrinsecamente legato alla libertà: la libertà di amare.

fratel Raffaele


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