Vangelo del giorno
26 gennaio 2026
Nel testo Exordium parvum troviamo scritto che Roberto prima, poi Alberico e Stefano, primi abati di Citeaux che oggi ricordiamo “sottomettevano i loro superbi colli al giogo mite di Cristo” (cf. Piccolo esordio di Citeaux, cap.17). Come è possibile sottomettere la superbia del proprio collo, un pieno sempre pieno, radice di ogni perdita della misura, al giogo mite di Cristo?
Vangelo della domenica
25 gennaio 2026
III Domenica del tempo ordinario
Matteo 4,12-23 (Is 8,23b-9,3– 1Cor 1,10-13.17)
di sorella Ilaria
Gesù passa, vede, chiama, e la risposta deve essere istantanea, senza lasciare spazio alle esitazioni, ai “ma, però, aspetta…” forse perché quando si vede una fonte di luce nelle tenebre non si può che seguirla.