Vangelo del giorno
27 giugno 2026
La parola è la protagonista dell’odierna pagina del vangelo. Intesse la conversazione tra Gesù e il centurione che si era rivolto a lui per implorare la guarigione del suo servo: “Di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito” (Mt 8,8). “Con la parola” Gesù scaccia gli spiriti e guarisce i malati. La parola è ciò che fa di noi degli esseri umani; è un ponte tra noi e gli altri, pur restando uno strumento di comunicazione fragile, soggetto a un uso distorto, come sappiamo bene.
Vangelo della domenica
28 giugno 2026
Mt 10,37-42 (2Re 4,8-11.14-16a)
XIII domenica del tempo ordinario
di sorella Silvia
Come non ritrovarci in questa tensione tra l’istinto di trattenere, di preservare quel che siamo e che abbiamo, e il desiderio, più o meno travagliato, di uscire da noi stessi, di donarci ad altri? Certo, uscire da noi stessi comporta sempre un perdere, un lasciar andare, senza poter tutto controllare, tutto prevedere. Forse è proprio vero che si comincia ad amare quando si è disposti a perdere.