Come tenere diritto il proprio sentiero, la propria via-vita?
Lasciamo risuonare questa domanda dentro di noi per un attimo. La seconda strofa del salmo 119 inizia con questo interessante interrogativo, rivolto proprio a te, giovane! Un giovane che si pone domande.
"Sforzati di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non affannarti per ottenere risposte che ancora non possono esserti date, perché non saresti in grado di viverle. Ciò che conta è vivere tutto. Vivi le tue domande, adesso. Forse, così, un giorno lontano, a poco a poco, senza accorgertene, vivrai già dentro la risposta" (R. M. Rilke, Lettere a un giovane).
Il Padre offre a noi suoi figli una parola-azione che è fonte di bene, felicità, delizia. Non siamo di fronte a doveri imposti, a prescrizioni che sfociano in divieti, ma a una pro-posta aperta, un input che riscalda il nostro cuore, una raccomandazione che offre una possibilità buona di vita e che chiede la nostra risposta e il nostro coinvolgimento. Il fine della sua Parola è chiaro e luminoso: è l’amore, è la libertà!
Gesù ne darà la conferma con la sua vita e il suo insegnamento. L’ascolto della parola di Dio allora si profila non tanto come un mero sentire parole trite e ritrite tratte da un vecchio e impolverato libro sacro, un automatico percepire stimoli sonori di prediche noiose che non hanno mai fine, ma come un’attività, un’arte che coinvolge tutto il nostro essere, che ha per protagonista lo Spirito del Signore e che ci fa nuotare nell’ampio spazio dell’amore che dà senso ai nostri giorni e che ci rinnova nell’entusiasmo e nella speranza.
“Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili” (Marianella Sclavi).
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