Conférence de l'évêque de Gacina, Ambroise

 

Quale contributo può dare la teologia ortodossa alla comprensione dei problemi posti dalla crisi ecologica globale? Certamente le questioni che riguardano direttamente la natura devono essere analizzate con i criteri delle attuali conoscenze scientifiche. Tuttavia occorre anche dire che le questioni ecologiche toccano le motivazioni dell’agire umano e giudizi di valore, che aprono alla riflessione teologica. Lo sguardo teologico sui problemi dell’ecologia deve orientarsi in una teologia della creazione che approfondisca quello che Isacco il Siro chiamò “gloria di Dio, celata ai viventi”.

Purtroppo nel mondo di oggi vi sono diversi pregiudizi e stereotipi riguardo al tema “Cristianesimo ed ecologia”. Spesso si sente dire che l’idea cristiana di un Dio trascendente riduca il valore del mondo circostante, oppure che, ritenendo l’uomo creato a immagine di Dio, lo consideri un padrone che possa dominare la natura a proprio arbitrio.

C’è un granello di verità in queste accuse? O sono soltanto l’ennesimo tentativo della tendenza a imputare al cristianesimo tutto quello che non è più di moda? Certamente nella storia della civiltà occidentale si trovano molti esempi che possono dare argomenti a tali accuse, specialmente nell’età moderna. La scienza moderna ha tolto il velo di mistero dalla creazione e al senso di devoto tremore dinanzi al creato è subentrata la consapevolezza del potere dell’uomo sulla natura. L’uomo sviluppa le sue capacità mentali a scapito dell’ambiente. Dalla filosofia moderna europea viene un atteggiamento verso il mondo che si esprime come totale dominio dell’uomo sulla creazione. Nel “Discorso sul metodo” Cartesio scrive: “… invece della filosofia contemplativa, insegnata nelle scuole, possiamo crearne una pratica, con la quale, conoscendo l’azione del fuoco, acqua, aria, stelle e di tutti i corpi che ci circondano, allo stesso modo come conosciamo i vari mestieri dei nostri artigiani, noi potremmo, come loro, impiegare anche quelle forze in tutte le loro applicazioni e così diventare quasi padroni e signori della natura”. Bacone scrisse anche più crudamente: “Io sono giunto alla verità, portando a voi la natura con tutti i suoi figli, affinché voi possiate sottometterla al vostro servizio e usarla come una schiava”. Dal tempo di Bacone parole come “signoria”, “comando”, “conquista” e “potere” sono diventati termini atti a descrivere il rapporto dell’uomo con la natura.