A trent'anni dal martirio dei monaci di Tibhirine

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Sono passati trent’anni dal martirio dei sette monaci di Tibhirine e venti da quando abbiamo ripubblicato i loro scritti (frère Christian de Chergé, Più forti dell'odio, Edizioni Qiqajon), da noi tradotti già nell’anno successivo alla loro morte. Nel frattempo si sono succeduti molti eventi – la pubblicazione di altri scritti, l’enorme successo del film Uomini di Dio a loro dedicato, la beatificazione dei monaci, del vescovo +Pierre Claverie e degli altri religiosi e religiose uccisi in Algeria tra il 1994 e il 1996 – ma la tragica attualità della loro testimonianza non è venuta meno, in un mondo in cui guerre, violenze e ingiustizie non cessano di sfigurare il volto degli esseri umani creati a immagine di Dio.

L’umanità che emerge dalla vita dei monaci di Tibhirine – un’umanità così concreta e diversificata, quotidiana e irripetibile – testimonia che la barbarie non è un destino fatale e che spetta a ciascun di noi vivere la propria fede per spegnere anziché attizzare il fuoco divorante dei conflitti mondiali. Questi uomini di Dio ci hanno mostrato che è possibile pregare anche nella tempesta e vivere la vita come dono, testimoniando la verità ultima di tutte le religioni: “Non c’è amore più grande che dare la propria vita per le persone amate”.

Israele-Palestina: un conflitto infinito - Anna Foa

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Domenica 15 marzo, Anna Foa ha tenuto - da remoto, in quanto impedita per ragioni di salute a intervenire in presenza - un incontro alla comunità e agli ospiti del monastero, sul tema “Israele-Palestina: un conflitto infinito”. La storica italiana, autrice di numerosi studi sulla storia degli ebrei in Italia e in Europa, al mattino ha offerto una ricostruzione lucida e obiettiva della storia dello stato di Israele, e di quello che la studiosa ha definito in un suo saggio “suicidio”

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Uniti. Insieme. Per “ri-cor-dare”

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23 febbraio 2026

Facciamo nostro il messaggio dell'arcivescovo di Palermo, +Corrado Lorefice. Non possiamo restare in silenzio di fronte all'incessante ripetersi di stragi occultate che sfigurano la nostra umanità.

Carissime e Carissimi tutti,

sono sinceramente dispiaciuto di non poter prendere il largo con voi ad accarezzare le martoriate acque del Mare Nostro ancora scosse e scandalizzate dall’ennesima strage – non è una tragedia! – consumatasi nel più assoluto silenzio gridato da precise scelte politiche – di ieri e di oggi –, colpevolmente dimentiche dei diritti inalienabili dell’essere umano, in violazione del diritto internazionale e delle convenzioni sul soccorso. Tutti Vi abbraccio fraternamente e di vero cuore!

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"Raccontarsi": fine anno giovani 2025

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27 dicembre 2025 - 1 gennaio 2026

Ben prima di inventarsi la scrittura, l’essere umano ha iniziato a raccontare, ad esprimere in parole vissuti e immaginazioni. Ogni storia rivela moltissimo di chi la racconta, ci permette in qualche modo di conoscerlo anche senza averlo mai incontrato. C’è poi la narrazione di sé, occasione per fare il punto sulla propria vita, per “prendersi in mano”; narrazione che però può anche intrappolare in sogni e memorie che ingannano o bloccano. Insieme alla grande letteratura, le Scritture ci offrono magnifici esempi di quest’arte di raccontare e raccontarsi e possono aiutarci a farla nostra, cogliendo la nostra storia personale come frammento della storia della salvezza.

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Senza chiesa e senza Dio? - Brunetto Salvarani

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Salvarani ha proposto la sua lettura della fase ecclesiale che, in Europa, ci troviamo a vivere. Una fase in cui constatiamo come sia evaporata l’idea di Chiesa, ma, insieme ad essa, l’idea di partecipazione in generale, anche politica. Una fase in cui il “senso di Dio” è progressivamente divenuto estraneo al paesaggio culturale in cui viviamo. Davanti a questo cambiamento d’epoca è necessario provare a cambiare sguardo, sforzandosi con coraggio, immaginazione e fantasia a provare a guardare lontano.

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