3 maggio 2026
V domenica di Pasqua
Giovanni 14,1-12 (At 6,1-7; 1Pt 2,4-9)
di fratel Alberto
Durante l’ultima cena consumata con i discepoli, nel Quarto Vangelo Gesù trasmette un’eredità, lascia una benedizione. E questo semplice accorgimento letterario chiarisce anche la prospettiva teologica adottata dal discepolo amato, ossia mette in rilievo una paternità spirituale: ciò che avviene qui è il coronamento di una relazione tra Padre e Figlio.
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26 aprile 2026
IV domenica di Pasqua
Giovanni 10,1-10 (At 2,14a.36-41; 1Pt 2,20b-25)
di fratel Alberto
Il buon Pastore “rischia” la vita per le pecore. Proprio questo è l’esempio che Gesù ci ha dato, ed è un esempio estremo, perché non è affatto scontato che un pastore debba sacrificarsi al posto delle pecore. Anzi, ancor prima, egli è la stessa “porta” dell’ovile attraverso cui passano le pecore, trovando pascolo o trovando riposo. È questa la “porta stretta” e noi non siamo che dei poveri portinai che gli permettono di entrare ed uscire, dandoci la vita..
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19 aprile 2026
III domenica di Pasqua
Luca 24,13-35 (At 2,14a.22-33; 1Pt 1,17-21)
di fratel Alberto
La ricerca del senso delle Scritture non avviene stando fermi o impassibili; comporta un processo, una fatica, un andare oltre le prime impressioni, richiede un esercizio di pazienza. Probabilmente è una ricerca continua, incessante, anche se vi è sempre un approdo finale.
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12 aprile 2026
II domenica di Pasqua
Giovanni 20,19-31 (At 2,42-47; 1Pt 1,3-9)
di fratel Alberto
L’amore non si limita alla visione, alla “contemplazione”, ma vuole essere partecipe, direttamente coinvolto anche nella propria carne. La beatitudine che riassume l’esperienza di Tommaso è: “Beati i non vedenti eppure credenti”. Si può credere senza vedere, proprio perché si può anche amare senza vedere.
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