Vangelo del giorno
3 marzo 2026
Due immagini: il tesoro, per il cuore, e la lampada, per l’occhio. Due detti riconducibili alla sapienza popolare, da collocarsi qui nella prospettiva del discorso della montagna che stiamo leggendo. Chiamati a “sovrabbondare” (cf. Mt 5,20), cerchiamo il “di più” evangelico che ci insegna a discernere ciò che non passa e ci fa trasparenti alla luce.
Vangelo della domenica
1 marzo 2026
II domenica di Quaresima
Matteo 17,1-9 (Gen 12,1-4a– 2 Tim 1,8b-10)
di sorella Ilaria
“Questi è il figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo!”: in questo imperativo forte, conciso, preciso sta l’essenza di tutta la nostra capacità di discernimento, ovvero di riconoscere in quell’uomo Gesù il figlio amato, di vedere la luce della gloria in quel corpo provato, come ciascuno di noi, dalle tentazioni, di confessare in quel condannato appeso a una croce il salvatore del mondo.