Vangelo del giorno
3 agosto 2026
Giovanni, colui che era voce che gridava nel deserto, è diminuito fino a scomparire per lasciare che fosse Gesù, la parola stessa di Dio, a crescere. Ora che Giovanni è stato ucciso per aver ricordato le esigenze della Parola, a tempo e contro tempo, è Gesù a ritirarsi nuovamente nel deserto – come prima di iniziare la sua predicazione – ed è verso Gesù che le folle accorrono, afflitte, sbandate per l’essere venuto meno un profeta, e tuttavia fiduciose in quel rabbi di Nazaret la cui autorità non si sa da dove venga eppure è grande, mai sperimentata prima.
Vangelo della domenica
2 agosto 2026
Matteo 14,13-21 (Is 55,1-3)
XVIII domenica del tempo ordinario
di sorella Silvia
Nel coinvolgere i suoi, Gesù fa sperimentare la sovrabbondanza che può sprigionarsi dal prendersi cura di qualcun altro, dal condividere – benedicendo – quel che si ha e soprattutto quel che si è. Possono quindi emergere risorse sconosciute in sé, risorse forse sepolte, assopite, nascoste, che tuttavia diventano parte integrante di questo movimento di cura, di “moltiplicazione”, dilatazione, condivisione.