Vangelo del giorno
3 giugno 2026
Il brano evangelico si suddivide in tre parti, la prima delle quali (Lc 16,19-21) si sofferma sulla presentazione dei personaggi. Da un lato un ricco detto “epulone”, vale a dire ghiottone-mangione, che si distingueva per il suo vestire bene, porpora di Tiro e bisso d’Egitto, e mangiare bene, quotidianamente. Immagine di una tipologia di ricco la cui unica ragione di vita sta nell’eleganza e nella tavola, niente di meglio sotto il sole che vivere in questa spensieratezza gaudente, da niente e da nessuno distratti: “Hanno come dio il ventre” (Fil 3,19) e l’apparire. Un esserci nell’insipienza, radicalmente superficiale.
Vangelo della domenica
7 giugno 2026
Gv 6,51-58 (Dt 8,2-3; 14b-16a e 1Cor 10,16-17)
Corpo e sangue del Signore
di sorella Silvia
Dio aveva donato la manna, Gesù dona se stesso, Figlio “disceso dal cielo”. La sua stessa vita è un dono, un donarsi continuo. Gesù invita quanti lo accusano a riconoscere che non era Mosè a dare la manna, bensì Dio stesso, “il Padre”. E lui stesso, Gesù, si identifica nel “pane della vita”, “pane vivo”. Gesù, il Figlio donato all’umanità, la Parola di Dio definitivamente fatta carne.