L’incontro con il Dio-con-noi

Foto di Egor Litvinov su Unsplash
Foto di Egor Litvinov su Unsplash

2 febbraio 2026

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 2,22-38 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, 22quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore - 23come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore - 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

29«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
30perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli:
32luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».

33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35- e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».36C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.


Un uomo e una giovane donna, sceltisi e insieme pre-scelti sempre per amore, a poco a poco lo scopriranno durante i loro giorni, sono in cammino verso Gerusalemme, in braccio un bambino, il loro primogenito.

Passi verso il tempio, due colombe per presentarlo come prescritto dalla legge del Signore per i più poveri, un sigillo prescritto per ogni maschio a riscatto di un antico privilegio e salvezza accordata a tutti i maschi dei figli del popolo di Israele durante la schiavitù di Egitto, la notte dell’uscita verso la libertà.

Al tempio un uomo e una donna, vecchi di anni: Simeone e Anna, vite per Dio e con Dio, senza clamori né ruoli istituzionali ma quotidianamente e fedelmente vissuti.

Un incontro fatto di meraviglia: un uomo e una giovane donna, due anziani di giorni ma ancora in attesa prima della morte di un segno tangibile della salvezza di Dio: «preparata … davanti a tutti i popoli» (Lc 2,30).

Tutti scopriranno di aver tenuto in braccio non solo un bambino, figlio di Dio ma Dio stesso fattosi bambino, “luce che si rivela alle genti e gloria del suo popolo, Israele” (Lc 2,32)

Su tutti loro il soffio dello Spirito di Dio che aleggiava sin dal principio sulle acque primordiali della creazione, brezza che diviene voce attenta e accorta a parlare come ognuno può comprendere: con le parole dell’angelo a Maria o in sogno nella notte a Giuseppe, con una parola preannunciata in risposta a una esistenza per Dio a Simeone e Anna.

Tra i portici del tempio, a margine della solennità delle liturgie, appena lasciato il frastuono del vociare del commercio degli animali per gli olocausti, accade quell’incontro tra Gesù, Dio bambino, il suo popolo e l’umanità tutta capace di accogliere ed essere accolti all’interno della tenda di Dio posta in mezzo all’umanità: il Verbo, la Parola fattasi carne.

Un uomo e una giovane donna, stupore sui volti per le parole udite che chiedono lunghi giorni e notti di silenzio e attesa per essere accolte, meditate nel cuore, fatte proprie e divenire vita.

Gesù presentato al tempio, il Dio bambino, diverrà spada che trafiggerà i cuori dei figli d’Israele, che oggi trafigge i nostri cuori a tratti assopiti e assuefatti alla violenza dei potenti e alla tirannia assurda e prepotente della guerra.

Gesù presentato al tempio porterà consolazione e libertà per vivere la legge con gli occhi di Dio: grandi e pieni di misericordia. Porterà consolazione per sempre ai derelitti e trafitti dalla storia, ai bambini mai diventati adulti, germogli spezzati dalla fame o da bombe esplose.

Gesù che è stato, è e sarà fino alla fine dei tempi “pietra di inciampo” e al contempo “pietra scartata divenuta testata d’angolo” capace di dare forma alla casa dell’umanità che è più grande del recinto del tempio, più grande dei confini delle chiese, più grande dei consessi dei potenti.

Tempio, chiese, spazi del potere che attraverso quel bambino scopriranno che Dio si fa presente sconfinando e superando tutti i recinti e le barriere: è l’Emmanuele parola di misericordia, il Dio con noi fino alla fine dei tempi.

Così è stato per il vecchio Simeone e la profetessa Anna, confidiamo lo sia per noi e l’umanità tutta.

fratel Michele


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