Accogliere il sogno
19 marzo 2026
Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 1,16-24 (Lezionario di Bose)
16Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
17In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici. 18Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
che significa Dio con noi.
24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
Oggi ci destiamo con un sogno nel cuore, a volte dimentichiamo che è possibile ancora sognare e che i boati di guerra e le macerie della distruzione non possono impedircelo. Lo rendono più difficile e anche più raro, ma non impossibile. Stamani a immaginare il sogno ci accompagna Giuseppe, del quale oggi festeggiamo la memoria: in nessuno dei vangeli troviamo alcun suo dire.
Nel silenzio del sogno che rilegge il reale e lo trasfigura conducendolo verso il possibile, egli riceve la parola di Dio per la sua vita: parola improvvisa ed enigmatica, rincuorante e al contempo impossibile, narrazione viva agli umani di ciò che è reso possibile da Dio. Giuseppe la accoglie subito, con l’immediatezza evangelica della risposta alle chiamate alla sequela del Signore, inviti e al contempo imperativi per donne e uomini liberi.
All’inizio del Vangelo secondo Matteo la litania di nomi che da Abramo conducono a Gesù si srotola rapidamente attraverso un ritmo incalzante di storie, genealogia fatta di volti, esistenze di uomini e donne, santi e peccatori, tutti e tutte insieme.
Il lungo cammino che da Ur dei Caldei conduce Abramo verso la terra promessa da Dio è innanzitutto l’uscita dai recinti personali, religiosi e politici che rubano la libertà. Egli la percorre con passo risoluto e grave, da patriarca, come padre di tutti i credenti nel Dio unico, oggi: ebrei, mussulmani, e cristiani.
Attraverso il succedersi di generazioni il cammino giunge con Giuseppe a Betlemme, piccolo villaggio della Giudea, luogo periferico rispetto ai centri del potere politico e religioso. La lunga sequenza di nomi e vite, di amori e tradimenti, parole oramai stanche, lascia il posto al compiersi del tempo attraverso un sogno gravido di silenzio, capace di fare spazio per accogliere nel silenzio la parola di Dio che viene a porre la sua tenda tra di noi. Tutto accade in una vicenda semplice e quotidiana, nulla di spettacolare: un uomo, una giovane donna, un amore, il desiderio di un per sempre da vivere insieme. Accade una attesa di una creatura, improvvisa e non spiegabile razionalmente se non con un tradimento del sogno.
Giuseppe non è uomo da vendette di onore, capace di mettere la donna che ama in preda alla nudità della piazza dei sempre pronti a condannare. È un uomo che ama e rispetta l’umanità dell’altra da sé: anche se ferito, non uccide il sogno, né fa spazio perché si trasformi in un incubo: uccisione cruenta della lapidazione, prevista dai dettami di una legge che vuole punire chi tradisce con il più profondo tradimento del grande comandamento di Dio.
L’angelo del Signore lo aiuta a scacciare le paure e vivere il sogno facendolo divenire realtà quotidiana: amore tra un uomo e una donna, il loro bambino, amato ogni giorno, generato dallo Spirito, accolto in obbedienza, avvolto nelle domande del meditare del loro cuore con la fede in Dio. Quel figlio salverà l’umanità dall’uccidere i sogni, come farà un giorno, restando in silenzio, scrivendo sulla sabbia senza condannare la donna accusata di tradimento dai soliti traditori seriali della legge dell’amore, sempre presenti, nel sinedrio che condannerà Gesù, oggi nei consessi di potere dove in nome di difesa dei diritti vengono immolati e distrutti i sogni dei bambini: ritenuti danni collaterali non voluti.
Il cammino di Abramo, passa con Giuseppe da Betlemme e giunge con Gesù sul Golgota. E con Giuseppe continuiamo a difendere i sogni di tutti e tutte mentre attendiamo la pasqua di resurrezione.
fratel Michele