Vangelo del giorno
1 giugno 2026
Una vita perduta e ritrovata. Una vita, l’autentica vita. Quella del figlio minore: perduta lontano da casa, ritrovata nell’abbraccio del padre. Quella del maggiore: perduta stando in casa, lontano dalla festa di un abbraccio in cui ritrovarla. Quella del padre: perduta con quella dei figli, ritrovata non senza il loro abbraccio, perché si tratta di un’unica vita. Quella di un uomo e dei suoi figli.
Vangelo della domenica
31 maggio 2026
Gv 3,16-18 (Es 34,4-9; 2Cor 13,11-13)
SS. Trinità
di fratel Luciano
Dio ama donando. E cosa diede Dio? Non un oggetto, ma il Figlio. Donando il figlio, il padre mette a rischio il proprio essere padre. Il dono vero è rischio di sé. È rischio mortale che arriva a dare vita ad altri. Il vero dono è il donatore stesso. Ogni altro dono che sia meno di questo è un dono inadeguato: Dio ama donando se stesso. Il modo di vita trinitario è quello del donarsi. E questo è anche il vertice dell’amore dei credenti: “Non c’è amore più grande di questo: dare la propria vita per gli amici”