Vangelo del giorno
17 giugno 2026
All’origine vi è innanzitutto un’impossibilità all’incontro, un ostacolo che si frappone, una distanza che separa: “E non potevano incontrarlo” (v. 19). Colpisce e interroga questa lontananza mostrata da parte di chi sembrerebbe il più vicino in forza di un legame di prossimità che dovrebbe unire le persone più familiari. Per tre volte nel testo si ribadisce il vincolo di parentela, insistendo sugli aggettivi possessivi, che denotano una progressione nella vicinanza: “sua madre e i suoi fratelli” (v. 19), “tua madre e i tuoi fratelli” (v. 20), “mia madre e i miei fratelli” (v. 21).
Vangelo della domenica
14 giugno 2026
Mt 9,36-10,8 (Es 19,2-6a)
XI domenica del tempo ordinario
di sorella Silvia
Gesù dona il suo stesso “potere”, condivide la sua forza di vita per allontanare il male. Ciascuno è chiamato per nome, è riconosciuto nella sua unicità, e, insieme agli altri, può formare la comunità dei Dodici. Gesù chiama non per trattenere a sé ma per inviare, perché il suo sguardo di compassione possa espandersi e arrivare a chi si sente “pecora sperduta”.