Vangelo del giorno
10 gennaio 2026
Questa pagina dell’evangelo secondo Giovanni che la liturgia ci fa ascoltare nella memoria di due pastori della chiesa in Cappadocia nel IV secolo, Gregorio di Nissa e Gregorio di Nazianzo, ci pone di fronte a un annuncio che nella nostra fede è centrale: quello di Dio come pastore. Già nell’Antico Testamento volentieri Dio si presenta come pastore del suo popolo Israele.
Vangelo della domenica
11 gennaio 2026
Battesimo di N.S. Gesù Cristo
Matteo 3,13-17 (Is 42,1-4.6-7 – At 10,34-38)
di fratel Guido
Proprio in questo sta l’inizio del compimento di ciò che è giusto: Gesù è venuto per stare lì, in mezzo ai peccatori, per immergersi con loro e poi chiamarli fuori dall’acqua intorbidata dai peccati e condurli alla sua sequela verso il regno che viene, che è alle porte, vicinissimo. Giovanni allora lascia fare, tace, non si oppone più, diminuisce: ha capito che il tempo, e non solo il suo, è compiuto e il regno di Dio si è avvicinato.