Vangelo del giorno
23 aprile 2026
In questo brano nulla è detto dell’insegnamento di Gesù: esso avrà luogo l’indomani, dall’altra parte del mare, dopo una notte passata da Gesù da solo in preghiera. Qui l’insegnamento è dato dal segno stesso, il segno del pane a sazietà è insegnamento. C’è la folla che segue Gesù per “i segni che operava sugli infermi”, una folla dunque che cerca guarigione per sé o per gli infermi in mezzo a sé, eppure Gesù non guarisce nessuno, ma sembra voler condurre la folla a un’altra consapevolezza di infermità, sanare un’altra carenza di vita piena, saziare un’altra fame.
Vangelo della domenica
26 aprile 2026
IV domenica di Pasqua
Giovanni 10,1-10 (At 2,14a.36-41; 1Pt 2,20b-25)
di fratel Alberto
Il buon Pastore “rischia” la vita per le pecore. Proprio questo è l’esempio che Gesù ci ha dato, ed è un esempio estremo, perché non è affatto scontato che un pastore debba sacrificarsi al posto delle pecore. Anzi, ancor prima, egli è la stessa “porta” dell’ovile attraverso cui passano le pecore, trovando pascolo o trovando riposo. È questa la “porta stretta” e noi non siamo che dei poveri portinai che gli permettono di entrare ed uscire, dandoci la vita..