18 marzo 2026
Due forze opposte traversano e travagliano tutto il racconto che abbiamo ascoltato. Due forze che creano una tensione palpabile nell’andamento del brano. Due forze opposte che trasmettono anche a noi questa tensione che ci risveglia dal nostro torpore: la tensione tra la libertà e la paura. La libertà di Gesù di fronte alla paura dei Dodici, che “erano sgomenti” (v. 32), e degli altri discepoli, che “erano impauriti” (v. 32). Espressioni dell’una e dell’altra traspaiono lungo tutto il brano; trapelano nelle parole, nei gesti e nei silenzi di Gesù, di Pietro e dei discepoli.
Vangelo della domenica
15 marzo 2026
IV domenica di Quaresima
Giovanni 9,1-41 (1 Sam 16,1-7.10-13 – Ef 5,8-14)
di sorella Ilaria
Il cieco nato è di una semplicità disarmante: fa quello che Gesù gli dice, dice quello che Gesù ha fatto per lui e porta i suoi interlocutori a dire, malgrado loro stessi, una verità: “Suo discepolo sei tu!”. Sì, quest’uomo senza saperlo ha compiuto tutti i passi dell’autentico discepolato: riceve da Gesù il dono della luce e diventa figlio della luce, capace di agire e parlare proprio come Gesù stesso.