Vangelo del giorno
1 maggio 2026
Innanzitutto è bene ricordarci sempre che i Vangeli sono stati scritti per noi e non per quei personaggi che sono lì proprio a rappresentarci, affinché ci riconosciamo in chi aderisce a Gesù, e anche in chi non vuole o non riesce a credergli, sapendo che l’essenza della sua parola è la fedeltà, perché le sue misericordie sono infinite.
Vangelo della domenica
3 maggio 2026
V domenica di Pasqua
Giovanni 14,1-12 (At 6,1-7; 1Pt 2,4-9)
di fratel Alberto
Durante l’ultima cena consumata con i discepoli, nel Quarto Vangelo Gesù trasmette un’eredità, lascia una benedizione. E questo semplice accorgimento letterario chiarisce anche la prospettiva teologica adottata dal discepolo amato, ossia mette in rilievo una paternità spirituale: ciò che avviene qui è il coronamento di una relazione tra Padre e Figlio.