Vangelo del giorno
8 luglio 2026
“Non temere, perché ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni” (Is 43,1). Così il libro del profeta Isaia precisa il significato del chiamare qualcuno – e qui il popolo d’Israele – per nome. Vi è sì un significato di appartenenza, cosa che magari non ci piace troppo, tanto sentiamo questo come una privazione di libertà, mentre dimentichiamo che l’appartenenza a sé stessi è forse una schiavitù ben peggiore. Ma non abbiamo nulla da temere dal momento che apparteniamo a Colui che ci ha “riscattati”, cioè proprio liberati da ogni schiavitù.
Vangelo della domenica
12 luglio 2026
Matteo 13,1-23 (Is 55,10-11)
XV domenica del tempo ordinario
di sorella Silvia
Per parlare del regno dei cieli, Gesù racconta di cose umanissime, fa parlare la vita, perché nella vita, nelle sue dinamiche, troviamo Dio. Gesù parla in parabole, con immagini concrete che non costruiscono definizioni, ma restano parole aperte, allusive, sorprendenti, coinvolgenti, parole che destano interrogativi, costringono a pensare, suggeriscono cammini di ricerca di senso, di vita.