Vangelo del giorno
19 gennaio 2026
Nella vastità del tempo e dello spazio, il digiuno rientra nelle esperienze dell’uomo religioso: il rapporto con il cibo dice un rapporto con la vita e con la fonte della vita stessa… Il vivente che non mangia è votato alla morte; di conseguenza il digiuno non può essere una condizione ordinaria e consueta, ma semmai un’eccezione, un’interruzione che ribadisce l’essenza della nostra creaturalità, la nostra dipendenza da altro e da altri, da una vita fuori di noi che concorre a rendere viva e vivibile la nostra stessa vita.
Vangelo della domenica
18 gennaio 2026
II Domenica del tempo ordinario
Giovanni 1,29-34 (Is 49,3.5-6 – 1Cor 1,1-3)
di sorella Ilaria
Giovanni arriva a riconoscere Gesù come Figlio di Dio, come Agnello che toglie il peccato del mondo, grazie alla sua obbedienza alla vocazione ricevuta dal Signore che lo chiama a essere profeta e battezzatore, e grazie anche alla sua capacità di discernere l’agire dello Spirito nella vita dell’altro, nella vita di Gesù.