3 aprile 2026
Il Vangelo sul quale ci è chiesto di meditare oggi si apre con una notazione temporale: “dopo questi fatti…”. Quanto ci viene narrato segue infatti la narrazione della passione e morte di Gesù in croce: il grande mistero della nostra fede. È al crocifisso che l’evangelista chiede di guardare (cf. Gv 19,37), per contemplare, proprio lì, nel volto sfigurato di un uomo che muore in croce, la “gloria” di Dio, il volto di Dio, la narrazione piena di chi è Dio (cf. Gv 1,18) e di dove si spinge il suo amore.
Vangelo della domenica
29 marzo 2026
Domenica delle Palme
Matteo 21,1-11 (Is 50,4-7 – Fil 2,3-11)
di sorella Ilaria
Gesù entra a Gerusalemme come un re inconsueto: un re che ha bisogno, un re mite e umile, seduto non su un cavallo ma su un’asina, circondato non da un esercito ma da una folla armata solo di mantelli e rami di alberi. Gesù viene non al grido di guerra ma all’acclamazione di lode: “Osanna”.